Tenne in pugno l'Europa, ispirando intellettuali e poeti, infiammò l'animo di metà continente, ma venne odiato dall'altra metà; fu soldato, generale, politicante e, infine, imperatore. Un genio militare salito al trono imperiale, Nella storia del mondo occidentale la figura di Napoleone Bonaparte, imperatore dei Francesi e re d’Italia, è paragonabile solo a quella di Giulio Cesare. Le truppe russe, comandate dal generale Michail I. Kutuzov, avevano fatto terra bruciata, lasciando l’armata napoleonica priva di risorse alimentari. Proprio quando Napoleone pareva conoscere il massimo trionfo, in un quadro che vedeva la società francese stabile, la grande proprietà terriera e la borghesia dell’industria e degli affari protette nei loro interessi, gli alti quadri militari (in cima ai quali stavano i marescialli di Francia) carichi di onori e di prebende, la rete burocratica e quella poliziesca, guidata da Joseph Fouché, in grado di controllare con efficacia il paese, gli Stati vassalli proni al volere dell’imperatore, si delinearono le prime serie crepe. La figura di Napoleone era però troppo ingombrante, e nel giro di poco, nonostante il mantenimento delle istituzioni repubblicane, si instaurò una dittatura con a capo il generale francese. La legislazione napoleonica diverrà la base della legislazione dell’intera Europa occidentale. Inoltre l’alleanza con la Russia, la cui economia soffriva gravemente per gli effetti del blocco continentale, rivelò presto la sua precarietà. (Gégé). Il coronamento dell’opera fu il varo nel 1804 del Codice civile (detto anche Codice napoleonico), cui fecero seguito altri codici, i quali diedero alla Francia ordinamenti coerenti tesi a proteggere e a favorire lo sviluppo della proprietà borghese, conferendo un ruolo centrale alla famiglia posta sotto il dominio paterno. Si presenta come salvatore della patria, tornato dall’Egitto per salvare il paese dai torbidi interni e inaugura il “bonapartismo”: le premesse democratiche non vengono abbandonate, ma si intende il popolo come uno solo e indivisibile, tale che la sua volontà non possa e non debba essere espressa da una moltitudine di partiti, ma da un’unica forza politica, che ha la sua base nell’esercito, guidato, appunto, da Napoleone. Raccolta a Dresda una Grande armata di oltre 600.000 uomini, Napoleone attaccò nel maggio 1812 l’impero degli zar. Il codice garantiva la libertà delle persone, l’eguaglianza giuridica, l’autonomia dello Stato dalla Chiesa, la libertà di impresa. Riorganizza il suo esercito e i nemici tradizionali rispondono con l’ennesima coalizione. Napoleone ha rappresentato una nuova figura di regnante, emerso dal popolo, che puntava tutto sul suo carisma. Le battaglie come quelle di Marengo, Austerlitz e Ulma divennero celebri per la maestria con cui l'Imperatore condusse le sue truppe a dominare gran parte dell'Europa. Gli enormi sforzi militari per assoggettarla non ebbero successo, sicché la piaga spagnola rimase aperta. La religione venne considerata uno strumento essenziale per ottenere l’obbedienza politica. La Corsica era appena stata inglobata nel patrimonio del re di Francia, ma fino all'anno prima l'isola era sotto il controllo di Genova; Napoleone quindi nacque in una famiglia dove la lingua corrente era quella italiana! Nel 1796, a soli 27 anni fu mandato sul fronte italiano  per arginare le armate austriache che minacciavano i confini francesi per mettere fine alla Repubblica; era l'occasione tanto sperata: con uno sparuto esercito 38.000 uomini Napoleone intraprese una sbalorditiva e impensabile avventura di conquista , mettendo rapidamente in fuga gli eserciti austro-piemontesi e impadronendosi in pochi anni di tutta l'Italia settentrionale e centrale. Inebriato dalle sue vittorie, Napoleone appariva invincibile. Sieyes e Talleyrand, protagonisti dello scenario politico francese, decidono di appoggiarsi a Napoleone, il grande generale.
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